Una scatola magica: il clicker
IL CLICKER TRAINING
L’addestramento col clicker, frutto delle ricerche e delle scoperte effettuate negli anni ’30 del secolo scorso da B. F. Skinner, ha il vantaggio sull’apprendimento classico, come sopra specificato, di coinvolgere il sistema nervoso centrale e quindi costringe il soggetto a ragionare su quanto si deve fare.
Si tratta di un metodo didattico applicabile a qualsiasi razza animale, dalla più semplice ameba al più evoluto delfino, oltre che all’uomo: in effetti, il clicker training viene utilizzato in alcune discipline sportive, come la ginnastica artistica, per perfezionare le tecniche di esecuzione dei movimenti.
Le prime applicazioni risalgono all’inizio degli anni ’60 quando Karen Prior, insieme ad altri ricercatori e biologi, iniziò l’addestramento dei delfini e delle orche, utilizzando un fischietto quando eseguivano l’azione giusta e ricompensando, immediatamente dopo, con del pesce. In seguito si passò alle foche. All’inizio degli anni ’90 si incominciò ad addestrare i cavalli utilizzando per la prima volta un clicker. Vista l’efficacia del metodo didattico si passò ad altri mammiferi, fino ad arrivare ai cani ed ai gatti.
Si tratta, perciò, di una tecnica di apprendimento scoperta da oltre 70 anni ma utilizzata solo negli ultimi 10/15 anni nel mondo cinofilo. Il metodo è assolutamente efficace poiché il suono emesso dal clicker, al contrario della voce umana, non cambia di tono ed è quindi subito identificabile dal cane (o da altri animali) come il segnale di aver fatto la cosa giusta con la conseguenza di ottenere immediatamente dopo una gratificazione, di qualsiasi tipo essa sia. In pratica, il click corrisponde ad un BRAVO ma senza l’influsso delle variazioni del tono della voce umana.











