Solitamente per apprendimento sociale si intende 'apprendimento imitatorio', cioè quella forma di apprendimento tramite la quale il cane o un altro animale impara ad eseguire una azione
osservando un proprio simile. L'esempio più famoso è quello osservato intorno agli anni '50 in Giappone presso una pozza termale nella quale un macaco iniziò a lavare una patata, rendendo la
stessa pulita e più saporita (per la presenza di sale nell'acqua), mentre le altre scimmie la osservavano; nel giro di poche generazioni la popolazione intera effettuò il medesimo
comportamento.
Il principio è alla base del metodo 'do as i do' nel quale viene insegnato al cane ad imitare i comportamenti del partner umano; lo stesso è oggetto di studio in Ungheria presso l'università in
cui opera Adam Miklosi con la sua equipe di scienziati.
Mi pare, però che si cerchi di identificare il 'do as i do' come l'unica forma di apprendimento cognitivo possibile fra uomo e cane. Personalmente ritengo che riferire l'apprendimento cognitivo
solo a questo interessante modo di apprendere sia molto riduttivo.
In effetti, per l'abilità che i nostri cani presentano nel relazionarsi con noi, esistono meccanismi di apprendimento che avvengono al contrario (dal cane verso l'uomo) o comportamenti acquisiti
dal cane tramite apprendimento condizionato che il cane trasferisce volutamente in altre situazioni della propria vita. Certo, il 'do as i do' può essere un punto di partenza; ma non è
tutto.
Voglio fare qualche esempio di ciò che io intendo, ispirandomi ed iniziando da una azione di Opalino che da tempo è solito eseguire. Succede, dunque, che egli inizi a trascinare col naso la
ciotola. La prima volta non vi ho fatto subito caso, ma poi ho intuito il motivo: mi avvisa che la ciotola è vuota (Aoooo!!! Me vvoi dà dda magnà?). Naturalmente ho imparato in fretta cosa devo
fare. Rifletto che, si trattasse di condizionamento operante, dovrei ricevere in cambio una qualche forma di gratificazione, perché io non sono una macchinetta di metallo che distribuisce cibo,
ma sono, in tutte le mie imperfezioni, un essere senziente che può decidere se rispondere o no allo stimolo. Vabbè, lasciamo perdere con le disquisizioni filosofiche e passiamo ad un altro
esempio.
Taniusha e Gosha ogni tanto un po' per gioco, un po' per competitività, ma penso anche per la pigrizia di arrivare alla ciotola si rubano le crocchette (si mettono in bocca una decina di queste e
se le portano sul letto mangiandole in tranquillità). La differenza sostanziale fra i due è questa: mentre Gosha fa il prepotente e ruba direttamente, Taniusha utilizza tre esercizi che le ho
insegnato io per distrarlo: striscia con la pancia raso-terra, poi si butta a pancia all'aria ma con la testa rivolta verso le crocchette e Gosha e contemporaneamente fa un verso che assomiglia
molto all'urlo di certe scimmie.
Lo strisciare a terra viene utilizzato da Opalino per recuperare qualcosa sotto il letto.
Opalino utilizza la pallina per disturbare la madre mentre mangia in modo da farla andar via e sembra capire la traiettoria giusta quando con il naso la tira verso di me (nel caso in cui sia
sbagliata la corregge).
Di esempi e aneddoti ne avrei molti altri, come il fu Mozart che imparò la condotta guardando gli altri che la eseguivano o Dorys che spesso fa le stesse cose che fanno Taniusha, Gosha o Opalino.
Tutto questo mi fa intuire che l'apprendimento cognitivo sia molto più vasto che non il 'do as i do'.











