Nell’America del sud sono presenti dieci specie di canidi di cui nove endemiche ed una, la volpe grigia, presente anche in centro e nord America. Per la maggior parte, si tratta di animali simili alle volpi (come Pseudalopex griseus) anche se non strettamente imparentati col genere Vulpex.
Di questi fa parte l'itticione (Speothos venaticus). Si tratta di un piccolo canide di dimensioni simili ad uno zwergpinscher con coda tronca, arti corti, corpo tozzo, orecchie corte e arrotondate, pelo corto color marrone. Ha uno spiccato senso della socialità con molti comportamenti simili a quelli dei cugini nord americani, i lupi grigi. In particolare viene riferito dagli studi etologici che gli itticioni sono soliti vivere in gruppi di 2/12 elementi alla stessa maniera dei branchi di Canis lupus: infatti, i due leader sono i riproduttori (i genitori) e gli altri membri del nucleo sociale sono i figli che vengono alla luce in cucciolate di 2/6 neonati; l’itticione femmina ha due estri annuali e perciò può partorire due volte all’anno. I figli vivono a stretto contatto con entrambi i genitori fino ai 6 mesi di vita, quando volontariamente se ne distaccano. Il legame fra genitori e figli è talmente forte che quando dormono sono tutti raggruppati ed ammassati all’interno della loro tana.
L’itticione è un predatore prettamente diurno (ma non disdegna la caccia notturna) che manifesta comportamenti di caccia cooperativa, tant’è vero che è in grado di uccidere prede molto più grandi in dimensioni come il Capibara, il maggiore roditore al mondo (riesce a superare anche il metro di lunghezza). Una volta uccisa la preda, tutti coloro che hanno partecipato alla battuta di caccia mangiano senza dare ‘precedenze gerarchiche’ a nessuno. Non vi è competitività durante il pasto (nessuno difende il proprio boccone).
Speothos venaticus viene allevato da centinaia di anni dagli indios cumagoto che, vista la sua grande socialità e mansuetudine, ne hanno fatto un animale da compagnia. Tuttavia, non è stato mai riferito di differenze e modifiche morfologiche di alcun genere fra gli animali addomesticati rispetto a quelli che vivono allo stato selvatico, come invece descriveva D. Beyalev nel suo esperimento quarantennale di domesticazione delle volpi argentate. Né ai nativi è mai venuto in mente di tentare un processo di selezione artificiale per creare una nuova specie domestica come avvenne migliaia di anni fa con il cane.
Come nella maggior parte dei canidi, anche in questa specie vige la monogamia, cioè un maschio si accoppia con un’unica femmina per tutta la vita. I maschi manifestano un alto grado di cure parentali che include la supplementazione di cibo per le femmine durante la gestazione e l'allattamento dei cuccioli. Alcuni studi suggeriscono comportamenti di marcatura territoriale come mezzo di comunicazione e di rafforzamento dei legami di coppia.
Gli itticioni hanno un linguaggio sonoro suddiviso in sei gruppi: pianti, pianti ripetitivi, vocalizzazioni pulsate, urla, abbai, ringhi. L'insieme di vocalizzi ravvicinati assiste nel comunicare i sottili cambiamenti di umore così come i cambiamenti nella posizione. Vengono utilizzati gli stessi vocalizzi a lunga e breve distanza, ma con cambio di frequenza. In definitiva, i comportamenti sociali che possiamo riscontrare nello Speothos venaticus e che sono presenti anche negli altri canidi che vivono in branco, sono i seguenti:
1. Cure parentali da parte di entrambi i genitori, anzi il padre provvede anche al sostentamento della madre durante il periodo di gestazione e fino a quando i cuccioli non acquistano una certa indipendenza.
2. Aggregazione durante il riposo; si tratta di uno dei comporta-menti più importanti ai fini sociali; gli itticioni si ammucchiano all’estremità più interna della tana; questo avviene anche fra gli animali allevati in cattività e quelli maggiormente ‘domestici’ conviventi con gli umani dei villaggi cumagoto.
3. Comportamenti di gioco: questa attività ha una forte connotazione di importanza per quanto concerne le relazioni sociali, sia fra i cuccioli, sia fra gli adulti.
4. Comportamenti di attenuazione delle tensioni (definiti anche segnali calmanti): gli itticioni hanno alcuni comportamenti posturali che servono ad evitare lotte furibonde; si tratta di un ‘linguaggio’ corporale più limitato rispetto a quanto espresso dai lupi ed altri canidi sociali.
5. Abbandono volontario del branco di origine per accoppiarsi e costituire un nuovo nucleo sociale.
6. Caccia cooperativa di branco; le tattiche sono simili a quelle utilizzate da altri canidi altamente sociali, come lupi, licaoni e dholes.
7. Assenza di competitività sul cibo; particolare importanza sembra avere il momento del pasto, nel quale gli itticioni mostrano una totale mancanza di competizione per accaparrarsi le parti migliori delle prede.