Le origini della specie canis lupus familiaris

I Canidi hanno una lunga storia evolutiva che parte all’inizio del Terziario (62 m.a.f.) quando in nord America, Asia ed Europa apparvero i primi Miacidi, animali plantigradi dal corpo affusolato simili agli attuali mustelidi, che diedero origine a tutti i mammiferi carnivori terrestri. Il legame fra Miacidi e Canidi viene confermato da una specie intermedia, Prohesperocyon wilsoni, che presenta caratteristiche sia dei Miacidi che delle successive Caninae: infatti, questo animale che visse in nord America a partire da 39 m.a.f. aveva già una base craniale tipica dei Canidi ed un apparato dentale presente fra i Miacidi. Intorno a 38,5 milioni di anni fa apparvero gli Hesperocyonidae con 38 specie attualmente identificate, fra cui Hesperocyon gragarius (37 m.a.f.) e Sunkahetanka geringensis (31 m.a.f.) che rimpiazzarono i Miacidi quando circa 33 m.a.f. questi ultimi si estinsero. All’alba dell’Oligocene, circa 34 milioni di anni fa, vi fu una radiazione di nuove Caninae con l’apparizione delle Borophaginae (66 specie identificate, fra cui Tomarctus hippophaga e Borophagus dudleyi vissuti intorno a 20 m.a.f.) e dei primi Canidae (Leptocyon vulpinus): al contrario di quanto le teorie tradizionali ipotizzavano fino a poco tempo fa, le già citate ricerche recenti, condotte dall’equipe di studiosi di Paleontologia guidata dal Prof. Xiaomin Wang, hanno fatto scoprire che i Canidae non sono discendenti e cronologicamente successivi al Borophagus ed alle altre specie appartenenti alla famiglia delle Borophaginae, ma sono un ramo evolutivo monofiletico e parallelo proveniente direttamente dalle Hesperocyoninae: Leptocyon è appunto il primo rappresentante dei Canidae, vissuto contempora-neamente ad Otarocyon cooki ed Archaeocyon leptodus, le due specie più antiche di Borophaginae. Tuttavia, mentre queste ultime si svilupparono in specie, taglie e dimensioni diverse quasi immediatamente, i Canidae rimasero sorprendentemente relegati a dimensioni ed aspetto tipici di una volpe e ad una nicchia ecologica contenuta fino al Miocene medio (12 m.a.f.). Le tre grandi famiglie convissero negli stessi territori per milioni di anni; circa 14 m.a.f. si estinsero in nord America le Hesperocyoninae e rimasero Borophaginae e Canidae a condividere gli stessi habitat.

Intorno a 10 milioni di anni fa, apparvero nuove specie di Canidae (Canis Lepophagus e Canis ferox 10,3 m.a.f.) con una modalità di diffusione simile a quella delle prime Borophaginae. Si trattava di specie con taglia simile al coyote e con un adattamento dentale da mesocarnivori. Fu a quel punto che i Canidi iniziarono a mutare ed a differenziarsi in taglie, forme e dimensioni. Circa 8 milioni di anni fa, in concomitanza con l’aumento delle praterie e degli animali che ne sfruttavano le risorse alimentari, i Canidi emigrarono in massa nell’Eurasia attraverso la Beringia, un ponte di terra che in periodi di glaciazione intensa emergeva dal mare ed univa l’Alaska all’Asia siberiana. Abbiamo testimonianza di questo nei ritrovamenti di Eucyon, specie endemica del nord America in cui viveva già da alcuni milioni di anni (Eucyon davisi). Tuttavia, il primo canide presente nel vecchio Continente sembra essere stato Canis cipio (circa 8 m.a..f.), ritrovato nel bacino di Teruel, nella Spagna centrale, mentre le sottospecie di Eucyon sono più recenti (ad esempio Eucyon monticinensis, ritrovato nell’italica Brisighella e datato intorno a 5,4 m.a.f.). Dalle ricerche, risulta evidente che questi primi canidi passarono dalla Beringia all’Asia settentrionale per arrivare in Europa attraversando il corridoio che divide gli Urali dalla catena dell’Himalaya e nella loro emigrazione non si spinsero mai nell’Asia sud orientale dove arrivarono oltre due milioni di anni più tardi attraverso il passaggio costiero che si affaccia sull’Oceano indiano. In Africa i primi canidi sembrano essere arrivati solo fra i 6,5 ed i 6 m.a.f. (Vulpes riffautae ed Eucyon intrepidus), attraverso il Medio Oriente e la Spagna che era unita all’Atlante africano; in quel momento era già in atto un altro processo evolutivo, quello delle scimmie antropomorfe che portò al bipedismo ed in seguito all’uomo. Circa 3 m.a.f. apparve Canis arnensis, ritenuto l'antenato del lupo da cui discende il cane.

Nuovi studi effettuati recentemente sul genoma canino e pubblicati sulla rivista scientifica Nature lo scorso 8 aprile 2010 danno finalmente profonda chiarezza su quanto è avvenuto al momento in cui il ramo evolutivo che portò al cane domestico (Canis familiaris) si distaccò decisamente dal cugino Canis lupus per seguire l'uomo lungo il percorso della storia. Si tratta, inoltre, dell'unico studio suffragato da prove certe date dai ritrovamenti fossili ed archeologici.

Sotto questa nuova luce vengono rese inaffidabili e prive di fondamento le congetture evidenziate da studi precedenti come quello di Savolainen (che, al contrario, riduceva il tutto a 15.000 anni fa) e le teorie precedentemente ipotizzate dagli studiosi (ivi compresa quella illustrata nel presente sito come 'teoria classica').

Le conclusioni dello studio sul genoma canino sono:

1 - Gli antenati dei cani iniziarono il loro percorso evolutivo distaccandosi dal lupo fra i 70000 ed i 130000 anni fa ed assumendo un aspetto paragonabile a quello dei cani pariah odierni intorno a 40000 anni fa: una ulteriore prova a favore di questa ipotesi sono le evidenze fossili che confermano questo fatto, ad esempio il cane di Goyet datato 36000 anni fa, il cane di Razboinichia (33000 anni fa), le impronte di piedi di un bambino ed un cane presenti in una grotta del sud della Francia (Chauvet) datate 28000 anni fa, il cane di Piedmosti (28000 anni fa), i cani di Avdeevo (Russia - 22000 anni fa), Mezin e Mezirich (due siti tombali in Ucraina datati a 18000 anni fa), quello di Eliseevichi vicino a San Pietroburgo datato 17000 anni fa e molti altri ancora;

2 - Il territorio di origine del processo evolutivo è da ricercare in ambito europeo e medio-orientale, anziché nella Cina come precedenti studi (privi di prove fondate) avevano ipotizzato; i cani antichi 'cinesi', legati strettamente al Canis lupus chanco, lupo tibetano o cinese, sono successivi al processo avvenuto nel territorio europeo/medio-orientale (probabilmente furono incrociati cani provenienti dal Medio Oriente con il lupo cinese); una ulteriore dimostrazione è il fatto che le prime rappresentazioni artistiche di cani delle antiche civiltà (ad esempio i pittoglifi di Tassilli n'Aijer (Algeria) del 10.000 a.C., sigilli iraqeni del 7.000 a.C.) ritraggono dei levrieri e dei basenji e mai alcun molossoide, la cui più antica rappresentazione risale al 3.000 a.C., cioè 7.000 anni dopo;

3 - Più che di domesticazione, intesa come abbandono dell'ambiente selvatico per restare negli insediamenti fissi umani, dobbiamo parlare di un processo di simbiosi e cooperazione con i nostri antenati quando ancora conducevano una vita semi-nomade dedita alla caccia ed alla raccolta di ciò che il territorio offriva. Le modifiche strutturali che portarono ad un cranio più corto e più adatto ad una alimentazione da 'spazzini' furono antecedenti a questa collaborazione.

Flussi migratorii dei canidi nella Preistoria